Gallerie

La mostra di Pontormo vince l’Apollo Awards 2014

Le mostre su base scientifica, in Italia, sono diventate una rarità, la mosca bianca. Il mercato è in mano, nel 90% dei casi, all’imprenditoria privata certo più propensa a progettare esposizioni che facciano cassetta, anche perché investe ingenti somme soprattutto per ottenere i prestiti (a pagamento) da collezionisti e musei. Ma che “messaggio” passa all’estero? Dove sono finite le nostre scuole di pensiero, anche nell’ambito della storia dell’arte? All’estero, quando si parla con i direttori di museo, questo sistema di “intermediazione culturale” appare come un’anomalia tutta italiana, in linea con il Paese, del resto. E infatti lo è, ma questa situazione si è venuta a creare per il vuoto lasciato in ambito pubblico, vuoto man mano diventato più grande, anche a causa dei pesanti tagli ai bilanci dei musei. Quando i nostri governanti capiranno che la cultura è innovazione? E che occorre investire risorse ,  in ciò che di meglio abbiamo, nel patrimonio della meravigliosa arte raccolta nei nostri musei grandi e piccoli, da Sud a Nord? Occorre riportare al centro della politica culturale e della programmazione  i musei, con il loro potenziale, anche “contrattuale” nel dialogo con gli altri musei internazionali. Troppo spesso i musei vengono disertati (eccezioni a parte), mentre si formano le code per vedere Madonne che arrivano dall’estero, e non si conoscono quelle, altrettanto sublimi, che si hanno in casa, solo perché fa difetto il “marketing”. Questa premessa per commentare una notizia. La rivista Apollo-The International Art Magazine, ha assegnato alla mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera” (Firenze, Palazzo Strozzi 2014) curata da Antonio Natali, direttore della galleria degli Uffizi e da Carlo Falciani, docente di Storia dell’arte Il The Apollo Awards come migliore esposizione dell’anno 2014, La mostra fiorentina ha battuto nel gradimento di una giuria internazionale altre importanti esposizioni realizzate al Metropolitan Museum di New York e alla Tate Modern di Londra.

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo; Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Angiolino musicante, 1521; olio su tavola; cm 39,5 x 47. Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 1505
Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo; Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Angiolino musicante, 1521; olio su tavola; cm 39,5 x 47. Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 1505

L’importante riconoscimento sottolinea il valore scientifico della mostra e la proposta di una ampia rilettura delle arti fiorentine del primo Cinquecento, secondo un approccio ancora capace di considerare le opere d’arte quali brani poetici di un’epoca, da leggere attraverso un complesso lavoro iconologico, e non come feticci solo da ammirare. Anche in questo il Premio si pone contro tendenza rispetto ad una strisciante esterofilia che, in Italia, sovente porta ad esempio di scientificità solo esperienze straniere indicandole quale modello ai nostri studi, mentre in questo caso un’importante rivista internazionale ha scelto come migliore mostra dell’anno proprio una esposizione che ha offerto al pubblico globale le ricerche sul primo Cinquecento nate all’interno della scuola fiorentina di Storia dell’arte.

Pontormo (Jacopo Carucci; Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557) Sacra conversazione (Pala Pucci), 1518; olio su tavola; cm 221,5 x 189,5. Firenze, Chiesa di San Michele Visdomini
Pontormo (Jacopo Carucci; Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557) Sacra conversazione (Pala Pucci), 1518; olio su tavola; cm 221,5 x 189,5. Firenze, Chiesa di San Michele Visdomini