Inaugurata Artefiera a Bologna, anche nel nome di “Je suis Charlie”.

 

L’onda lunga della reazione agli attentati di Parigi è giunta fino all’Artefiera di Bologna, inaugurata ieri con un grande afflusso di pubblico a inviti. Portabandiera della reazione e della solidarietà alle vittime è stato Lucio Perone che si è così allineato con la protesta-fiume che si è sollevata in mezzo mondo. Realizzando prontamente con un’opera (una serie di matite colorate sovrastate dalla scritta “Je suis Charlie”), venduta ad una collezionista francese per 6mila euro. Ma un altro gallerista ha invece preferito astenersi dal presentare i lavori di Patrizia Guerresi, in arte Maimouna (da molto tempo convertita all’Islam) che nelle sue opere fotografiche presentava bambini intenti a giocare con pallottole ed obici, armi che, come sappiamo dalle cronache dall’Africa e dal Medioriente, sono davvero nelle loro mani, e non per finta.

 

Successi postumi. La fiera, nel suo complesso, si presenta come un classico, con il padiglione 26 più che nazionale, nazionalistico. Vediamo un’abbondanza di superfici specchianti di Pistoletto (degli anni più recenti), dei Fontana sempre di grande impatto (da Tornabuoni e da Mazzoleni), specie con i suoi teatrini (da Antonio Battaglia e da Il Castello che presentano anche gli intrecci di Marrocco), una forte presenza di Pino Pinelli con le sue forme sature di pigmenti puri (una coppia di atomi, 9500 euro da Poleschi Arte). E poi continua l’ascesa postuma di Paolo Scheggi, mentre si prefigura quella di Baj con i suoi generali che tornano alla ribalta (25mila euro da Guastalla Centro Arte). Molto gettonati i protagonisti dell’arte ottico dinamica sbocciata negli anni Sessanta con Dadamaino, Marina Apollonio, Nanda Vigo, Chiggio e Biasi, che avrà una personale a Parigi da Tornabuoni e poi a New York. Necessario anche l’omaggio a Burri (in previsione della grande mostra dell’artista al Guggenheim di New York, in ottobre) e il gallerista Sapone di Nizza (galleria che fu punto di riferimento anche per Picasso e Giacometti) presenta uno stand di grande purezza formale, con quattro cellotex (dai 400 ai 600mila euro l’uno), sei maquettes di grandi opere (ognuna 40mila euro) e una serie di multipli non in vendita. Da Contini è la scultura ad avere un rilievo primario, con l’omaggio allo scomparso Mitoraj, e al vivente Robert Indiana, famoso per quel suo Hope, di cui oggi tanto si sente il bisogno.

IMG_3090

 

Un peso sulla schiena. Mazzoli padre espone una tela di grandi dimensioni di Schifano, un grande omaggio alla maternità, con una donna che sforna figli come conigli. Dipinto realizzato dall’artista in un momento di massima felicità, quando ebbe il primogenito. Mazzoli figlio è sul versante di una contemporaneità più tagliente e ci presenta una scultura di Donato Piccolo, una figura maschile, sulla cui schiena sono piazzati meccanismi per scrivere (20mila euro). Decisamente affascinante la scultura Panorama di Vaclav Cigler, realizzata in cristallo ottico bombato, che riflette l’ambiente circostante (da Caterina Tognon a 35mila euro). Un’opera che rimanda al celebre quadro del Parmigianino. Da Vistamare troviamo invece un interessante lavoro di Rosa Barba dal titolo Coupez ici (tagliate qui). Realizzato con un nastro di pellicola in cui c’è scritto l’esatto contrario, ossia ne pas couper ici (non tagliate qui), costo 40mila euro. Nella nutrita sezione delle gallerie che trattano la fotografia (a cura di MIA), segnaliamo i lavori di Migliori (da Valeria Bella), di Irene Kung, di Patrick Willocq (dai 3800 ai 6500 euro, allo Studio Clelia Belgrado), di Thierry Konarzewski. Va sempre forte la pittura materica di Jason Martin, opera venduta da Mimmo Scognamiglio per 100mila euro. E davvero fuorvianti sono le sculture in marmo di Paolo Viale che imitano alla perfezione il legno (di una cassetta di verdura) e la gomma (di un pneumatico), da Poggiali e Forconi che presentano anche Zorio, Papetti, Pignatelli e J&Peg. Alla Boxart lavori di Emilio Isgrò, uno dei prossimi maestri a salire nelle quotazioni di mercato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *