Giornata della Memoria, il pittore Daniel Schinasi ricorda

E’ stato spesso detto che, dopo Auschwitz, gli ebrei sentano come impossibile fare ancora musica, dipingere, scrivere, e questo si dice per indicare il valore azzerante di quella tragedia che si compì nel nome della superiorità di una razza su tutte le altre, e che mirava anche ad annientare l’anima di un popolo. L’orchestrina femminile che suonava per accompagnare i propri correligionari verso le camere a gas è il paradosso della musica stessa, normalmente concepita per allietare lo spirito delle persone. Ma poi vediamo quanta arte, musica, letteratura sia stata fatta in seguito, a testimonianza della vittoria della vita su chi voleva sradicarla dal mondo. Oggi si celebra la Giornata della Memoria per ricordare tutte le persone morte nei campi di concentramento in Germania come altrove. Giornata che dovrebbe essere un monito contro l’insorgenza di altri orrori simili, ma vediamo bene che la messa in pratica dell’odio dell’uomo su un altro uomo, per motivi razziali e religiosi, non finirà mai. E, come dice Papa Francesco, è certamente più difficile fare la pace che non la guerra. In questa Giornata la parola è ai protagonisti, ai sopravvissuti. A chi può ancora raccontare come sono avvenuti fatti, senza ombra di dubbio, perché ricordare è difficile e doloroso. Il pittore neo-futurista Daniel Schinasi stasera a Londra, all’Istituto italiano di cultura (incontro coordinato da Susan Kikoler, importante storica dell’ebraismo in Italia e Direttrice della Società italo-britannica a Londra), racconta davanti alla telecamera, la sua fuga dall’Egitto, per il rimpatrio in Italia durante la guerra di Suez. (L’ebreo italiano di Alessandria, film diretto da Giuseppe La Rosa e Oliviero Olmi). Mentre ricorda, vediamo il pittore al lavoro sul dipinto di grandi dimensioni dedicato a Galileo.

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